Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini: la title track

Identificata come TFDPDB sul retro della confezione del CD (perché per esteso non c’entrava), la title track di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini è l’unico pezzo del disco dove si canta: nell’inciso centrale infatti vengono citate poche battute di Dream A Little Dream Of Me dal Coro Siberiano dei Parafulmini, rappresentato dai tre membri della band al completo, ed eseguita in stile da crooner sbronzi.

Un momento: ma come funziona questo famoso coro sbilenco in TFDPDB? Facile scoprirlo: è sul disco. Chiedete ai Parafulmini come fare per averlo.

 

Advertisements

Una Settimana Di Bontà – Gitarella

Gitarella (allegro spettinato), diciassettesima traccia di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, insieme a Dentista (andante ballabile con trapano) e Polpetta (allegro ma non giulivo) è un movimento della suite Una Settimana Di Bontà, il secondo.

Gitarella rotola su poliritmi che s’inseguono senza soste nel movimento centrale della suite. Ma come suonano gli altri due movimenti – nei quali c’è anche la presenza di sassofoni dall’ultraspazio? Facile scoprirlo: sono tutti sul disco. Chiedete ai Parafulmini come fare per averlo.

Nota a margine: qualcuno si ricorderà di tale Max Ernst, un signore surrealista che nel 1934 dette alle stampe uno dei primi romanzi grafici della storia, a collage, dal titolo Une semaine de bonté, che non ha niente a che vedere con la suite in questione, quindi ha a che vedere, surrealisticamente parlando.

 

Miracolo A Vecchiano

Ed ecco – direttamente dalle oscure profondità dell’ultraspazio – un assaggio di Miracolo A Vecchiano, quindicesima dinamica traccia di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini,

Ma come funziona Miracolo A Vecchiano per intero? Facile scoprirlo: è sul disco. Chiedete ai Parafulmini come fare per averlo.

 

Pedale Ad Acqua

Seconda parte di Idraulici in vacanza e undicesima traccia di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, Pedale Ad Acqua è uno dei due brani del disco in cui risplende la presenza di Patrizio Fariselli – sì, avete capito bene, uno dei fondatori degli Area – ovviamente alle elettrotastiere.

Qui, sostenuto anche dall’altro ospite Luca Cantasano al basso, il Maestro si sguinzaglia in un solo su un ritmo in 17/8 (5+5+7). Eccone un abbondante assaggio:

Ma come funziona Pedale Ad Acqua, per intero? Facile scoprirlo: è sul disco. Chiedete ai Parafulmini come fare per averlo.

 

Spavento

Nona traccia di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, Spavento, serpeggiando a mo’ di alligatore (o di ramarro) tra blocchi successivi di scansioni dispari, si avvale della preziosa collaborazione dei Parafulmini Onorari Luca Cantasano (dei Diaframma) all’elettrobasso e Fabrizio Asmagheddon Bondi all’elettrometalchitarra & altri aggeggi spaventosi, al quale si deve il rassicurante solo centrale.

Ma come funziona Spavento, per intero? Facile scoprirlo: è sul disco. Chiedete ai Parafulmini come fare per averlo.

 

 

Parafulmini Suite – Allegro un po’ troppo

Allegro un po’ troppo è il primo movimento di Parafulmini Suite e terza traccia di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, Insieme ad Andante al mare, con ruspe, Allegro siberiano e Finale cacciucco – gli altri tre movimenti – è il biglietto da visita dei Parafulmini: un vortice di pezzettini spezzettati e rimpolpettati dove si riassume parecchio degli ingredienti musicali del trio.

Allegro un po’ troppo viaggia a bordo di un comodo 7/8 e parte dal frammento di un tema che farà capolino un paio di volte anche più avanti, negli altri movimenti. E come sono questi altri pezzettini? Facile scoprirlo: sono tutti sul disco. Chiedete ai Parafulmini come fare per averlo.

 

T’Arraffo e T’Arruffo

Seconda traccia di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, T’Arraffo e T’Arruffo parte a razzo – come un fulmine – subito dopo il troncamento improvviso dell’introduzione e il titolo la dice lunga sulle intenzioni del pezzo. Eccone qui un assaggino.

Il PRURF

La nascita di un nuovo genere musicale

Si sa: la musica è fatta di etichette. Non quelle discografiche – sì, ci sono anche quelle, ma qui non si tratta di loro, bensì delle etichette di genere. A cosa servono questi cartellini col nome da mettere sugli scaffali nei negozi di dischi o nei menù dei siti di streaming audio? A far riconoscere e vendere quel che il pubblico consumatore di musica cerca, è un’esigenza gestionale di bottega. Perché a monte i nomi sulle etichette servono a far identificare fette del suddetto pubblico in qualcosa di specifico: questo genere e non un altro. Si formano così tante tribù (anche in guerra tra loro) che poi finiscono per diramarsi in sottotribù poiché le suddette etichette stanno strettine alla musica; ed ecco allora tutto il proliferare di un sottobosco di sottogeneri, che cercano d’incasellare alla meno peggio l’irriducibile varietà di quel che viene fuori quando qualcuno si mette a emettere dei suoni.

Para_Promo_TFDPDB_midQuasi tutti gli appartenenti a questa socialmente malvista schiera, a parte le tribute band che sono un caso umano a parte, alla domanda Che genere fai/fate? risponderanno scusandosi che sì, fanno il genere F, ma con influssi di Q e una spolverata di H, e poi il cantante fa un paio di pezzi tipo R, dove F, Q, H e R sono lettere a caso. Segno evidente dell’utilità ma soprattutto dei limiti dell’etichettatura.

Potevano dunque sottrarsi i Parafulmini a questa antica e rinomata tradizione, la dittatura etichettatrice? Domanda retorica: no, certo, specie adesso che è uscito il loro disco Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini. Ma allora prima di definirsi bisognava che ci pensassero su con attenzione, scientificamente. In realtà, l’idea di base è saltata fuori una sera dopo le prove, per caso, sotto forma di battuta della buonanotte sotto la tettoia di una pizzeria, ma tant’è: a mente fredda, è sembrata acquistare senso per davvero.

E così è nato il PRURF.

Per dirla in breve, PRURF è la contrazione di PRogressive sURF rock. Con qualche parola in più, dal Progressive al Surf Rock con tutto quel che ci sta in mezzo e, si potrebbe aggiungere, anche dietro, ai lati, sopra e sotto.: quindi punk, alternative, RIO, jazz [riempite voi lo spazio]. Che è poi un modo per dire che quel che ci può andar dentro ci va, specie se ha un taglio umoristico, zappiano, cartonanimatesco o che comunque ci fa ridere.

A chi scrive di musica piace molto parlare di sonorità ed essendo i Parafulmini, di fondo, un trio (anche se arricchito da ospiti: uno tra tutti, Patrizio Fariselli degli Area) buona parte della sonorità parafulminesca è data dall’elettrochitarra del Parafulmine Elettrocordaio Stefano Masoni, che perlopiù esce dall’amplificatore con un solido suono Surf, ma che dal Surf si discosta quasi su tutto il  resto: melodie, armonie e metri ritmici, anche perché il Parafulmine Percussore Marco Bigliazzi è un feticista di scansioni dispari e poliritmi che sfuggono alla foresta pietrificata del 4/4 del Surf classico.

Parafulmini_InStudioIl che, insieme all’asimmetria sbilenca delle composizioni, sposterebbe la lancetta verso il rosso del Prog, evitando però accuratamente quello che in lessico parafulminesco è il Barocco Parrocchiale – ossia quella torta iperglicemica a base di atmosfere magiche, accordini e infiorettature di tastieristi travestiti da Mago Zurlì e testi tratti dai biglietti dei cioccolatini. Il Parafulmine Elettrobassaio Riccardo Zini, acquisto recente del gruppo, è anche quello fornito di titolo accademico (è diplomato in clarinetto), suona anche il sax baritono e passa senza problemi dal jazz al punk, condividendo tali inclinazioni coi complici: ecco perché swing, be bop o hardcore punk non sono peregrine come definizioni per certi pezzi parafulmineschi – o parti di essi.

Eccoci così arrivati in fondo a questa prima puntata della disamina del neonato genere musicale: il PRURF. Nella prossima, uno sguardo più approgfondito agli influssi sulla musica dei Parafulmini – altro argomento affascinante per quelli che scrivono e chiacchierano di musica – e poi altre imperdibili informazioni su gusti & disgusti dei membri del trio.

Alla prossima!

i Parafulmini

Parafulmini e batterie

Anche se il titolo potrebbe trarre in inganno, lasciando pensare a un rivoluzionario sistema di accumulo di energia da fonti alternative, in realtà questo post vuole rispondere a una domanda: com’è la batteria dei Parafulmini? Su quali tamburi, piatti & campanacci sbatacchia le sue bacchette il Parafulmine Percussore? Ma chi se ne importa? Be’, se tante volte ci fosse qualcuno al quale importa, là fuori, ecco qui un paio di sobrie immagini dello strumento, scattate un anno fa allo studio dell’agrituristico Riccardo Andreini, ai tempi della registrazione di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini che, tra parentesi, è uscito e disponibile. Come fare per averlo? Facile, contattate i Parafulmini proprio da qui.

Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini: uscito!

E’ stata quasi un’odissea: dalle registrazioni fatte a metà gennaio 2017 dall’agrituristico Riccardo Andreini, allo studio Ottava Nota di Montopoli, all’arrivo delle copie del sospirato CD – dicembre – è passato quasi un anno. Ma eccolo qui, signore & signori, nel suo splendore grafico & sonoro: Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, che ha per sottotitolo Ovvero Parrucchieri dall’Ultraspazio – L’incredibile storia del Professor Magnifizio.

Col contributo specialissimo dei Parafulmini Onorari Patrizio Fariselli ai tasti, Fabrizio Asmagheddon Bondi all’elettrometalchitarra, Luca Cantasano e Alfonso Capasso all’elettrobasso, Filippo Brilli al sax basso e Riccardo Zini al sac baritono – in aggiunta ai Parafulmini Stabili Marco Bigliazzi ai tamburi, piatti & campanacci e Stefano Masoni all’elettrochitarra.

E ora, non ci resta che aprire le vendite; i cui modi e dettagli saranno resi noti quanto prima.

I Parafulmini