Il PRURF

La nascita di un nuovo genere musicale

Si sa: la musica è fatta di etichette. Non quelle discografiche – sì, ci sono anche quelle, ma qui non si tratta di loro, bensì delle etichette di genere. A cosa servono questi cartellini col nome da mettere sugli scaffali nei negozi di dischi o nei menù dei siti di streaming audio? A far riconoscere e vendere quel che il pubblico consumatore di musica cerca, è un’esigenza gestionale di bottega. Perché a monte i nomi sulle etichette servono a far identificare fette del suddetto pubblico in qualcosa di specifico: questo genere e non un altro. Si formano così tante tribù (anche in guerra tra loro) che poi finiscono per diramarsi in sottotribù poiché le suddette etichette stanno strettine alla musica; ed ecco allora tutto il proliferare di un sottobosco di sottogeneri, che cercano d’incasellare alla meno peggio l’irriducibile varietà di quel che viene fuori quando qualcuno si mette a emettere dei suoni.

Para_Promo_TFDPDB_midQuasi tutti gli appartenenti a questa socialmente malvista schiera, a parte le tribute band che sono un caso umano a parte, alla domanda Che genere fai/fate? risponderanno scusandosi che sì, fanno il genere F, ma con influssi di Q e una spolverata di H, e poi il cantante fa un paio di pezzi tipo R, dove F, Q, H e R sono lettere a caso. Segno evidente dell’utilità ma soprattutto dei limiti dell’etichettatura.

Potevano dunque sottrarsi i Parafulmini a questa antica e rinomata tradizione, la dittatura etichettatrice? Domanda retorica: no, certo, specie adesso che è uscito il loro disco Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini. Ma allora prima di definirsi bisognava che ci pensassero su con attenzione, scientificamente. In realtà, l’idea di base è saltata fuori una sera dopo le prove, per caso, sotto forma di battuta della buonanotte sotto la tettoia di una pizzeria, ma tant’è: a mente fredda, è sembrata acquistare senso per davvero.

E così è nato il PRURF.

Per dirla in breve, PRURF è la contrazione di PRogressive sURF rock. Con qualche parola in più, dal Progressive al Surf Rock con tutto quel che ci sta in mezzo e, si potrebbe aggiungere, anche dietro, ai lati, sopra e sotto.: quindi punk, alternative, RIO, jazz [riempite voi lo spazio]. Che è poi un modo per dire che quel che ci può andar dentro ci va, specie se ha un taglio umoristico, zappiano, cartonanimatesco o che comunque ci fa ridere.

A chi scrive di musica piace molto parlare di sonorità ed essendo i Parafulmini, di fondo, un trio (anche se arricchito da ospiti: uno tra tutti, Patrizio Fariselli degli Area) buona parte della sonorità parafulminesca è data dall’elettrochitarra del Parafulmine Elettrocordaio Stefano Masoni, che perlopiù esce dall’amplificatore con un solido suono Surf, ma che dal Surf si discosta quasi su tutto il  resto: melodie, armonie e metri ritmici, anche perché il Parafulmine Percussore Marco Bigliazzi è un feticista di scansioni dispari e poliritmi che sfuggono alla foresta pietrificata del 4/4 del Surf classico.

Parafulmini_InStudioIl che, insieme all’asimmetria sbilenca delle composizioni, sposterebbe la lancetta verso il rosso del Prog, evitando però accuratamente quello che in lessico parafulminesco è il Barocco Parrocchiale – ossia quella torta iperglicemica a base di atmosfere magiche, accordini e infiorettature di tastieristi travestiti da Mago Zurlì e testi tratti dai biglietti dei cioccolatini. Il Parafulmine Elettrobassaio Riccardo Zini, acquisto recente del gruppo, è anche quello fornito di titolo accademico (è diplomato in clarinetto), suona anche il sax baritono e passa senza problemi dal jazz al punk, condividendo tali inclinazioni coi complici: ecco perché swing, be bop o hardcore punk non sono peregrine come definizioni per certi pezzi parafulmineschi – o parti di essi.

Eccoci così arrivati in fondo a questa prima puntata della disamina del neonato genere musicale: il PRURF. Nella prossima, uno sguardo più approgfondito agli influssi sulla musica dei Parafulmini – altro argomento affascinante per quelli che scrivono e chiacchierano di musica – e poi altre imperdibili informazioni su gusti & disgusti dei membri del trio.

Alla prossima!

i Parafulmini

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Parafulmini e batterie

Anche se il titolo potrebbe trarre in inganno, lasciando pensare a un rivoluzionario sistema di accumulo di energia da fonti alternative, in realtà questo post vuole rispondere a una domanda: com’è la batteria dei Parafulmini? Su quali tamburi, piatti & campanacci sbatacchia le sue bacchette il Parafulmine Percussore? Ma chi se ne importa? Be’, se tante volte ci fosse qualcuno al quale importa, là fuori, ecco qui un paio di sobrie immagini dello strumento, scattate un anno fa allo studio dell’agrituristico Riccardo Andreini, ai tempi della registrazione di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini che, tra parentesi, è uscito e disponibile. Come fare per averlo? Facile, contattate i Parafulmini proprio da qui.

Ovvero: Parrucchieri dall’Ultraspazio

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NOTIZIA CHE ROMPE (breaking news) – Dunque, pare proprio che entro una decina di giorni il disco dei Parafulmini – il tanto sospirato Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini – sarà pronto & disponibile. Non solo, voci di corridoio mormorano anche di una possibile prevendita, quindi scaldate le carte di credito (o alzate il martello sopra ai maialini di terracotta). Intanto, ecco qui una parte del prezioso booklet interno, la prima pagina che introduce l’Incredibile Storia del Professor Magnifizio, Ovvero: Parrucchieri dall’Ultraspazio.
Coi Parafulmini, brividi assicurati per tutti.

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Arriva il Parafulmine Elettrobassaio

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NOTIZIA CHE ROMPE (breaking news) – Ormai è ufficiale: al Parafulmine Percussore (Marco Bigliazzi) e al Parafulmine Strimpellatore (Stefano Masoni) si è aggiunto in pianta stabile il Parafulmine Elettrobassaio (Riccardo Zini), fino a oggi Parafulmine Onorario in quanto Soffiatore di Sassofoni Baritoni (sul disco dei Parafulmini di prossima uscita), che farà il suo esordio pubblico nell’imminente concertino di Giovedì 14 Settembre prossimo al Botteghino (@circoloarciilbotteghino https://www.facebook.com/circoloarciilbotteghino/) in quel di Pontedera. Ed eccolo qui, l’Elettrobassaio, inquadrato nel quadrato.

Le orrende foto dei gruppi

Un’amara riflessione da quel rompicogl fine commentatore che è il Parafulmine Percussore:

Non ho – né ho mai avuto – niente contro le rock band più o meno giovani (o giovanili), di qualsiasi sfumatiura o etichetta si definiscano (a meno che non facciano proprio ribrezzo – o caà, per restare nel vernacolare – come si dice in gergo tecnico).
Però, di solito, trovo le foto che ritraggono i suddetti gruppuscoli e i loro componenti mediamente ridicole: giovinotti in posa più o meno eroica, artatamente devastata, ammiccante. Come se fossero appena tornati a casa dopo una notte insonne passata con James Dean (o Vasco, a seconda dei casi) a parlare di archeologia industriale, disagio familiare, prezzo della birra e sottoproletariato urbano di un futuro distopico. Come guerriglieri onirici di un’epoca in cui è vietato sognare ecc. ecc. [riempite voi lo spazio con fregnacce simili]. In queste tristi immagini, più adatte alla réclame di un dopobarba a buon mercato e destinate al tritarifiuti della serializzazione, anche ciò che di banale o schiettamente idiota che i suddetti gruppuscoli erano riusciti – quando c’erano riusciti – a tenere fuori dalla propria musica, emerge sfavillante in tutto il suo pacchiano, velleitario splendore.
Colpa dei fotografi, dei videomaker o delle agenzie di management?
Forse ma, sospetto, non solo.

E voi? Che ne pensate?

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Nuova idea per la copertina

Da autentici e sbarazzini vulcani d’idee quali sono, i Parafulmini propongono al giudizio del loro scelto pubblico una nuova idea per la copertina di Tanere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, il loro disco d’imminente uscita. Si tratta di una bozza, chiaro?

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Un’anteprima

Eccola qua, una primizia: l’anteprima di Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini, il disco del Parafulmini, ovvero il Parafulmine Percussore (Marco Bigliazzi) e il Parafulmine Strimpellatore (Stefano Masoni), assieme ai Parafulmini Onorari: Patrizio Fariselli, Fabrizio Bondi (Tossic Asma), Luca Cantasano, Riccardo Zini e altri ancora.

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Copertina: fronte & retro

Ecco qui una bozza (forse quella buona) per il fronte e il retro della copertina di Tenere Fuori Dalla Portata Dei bambini, il disco dei Parafulmini d’imminente uscita. In realtà, se si decidesse per questa soluzione, ci sarebbe ancora l’imbarazzo di decidere quale immagine scegliere per il fronte e per il retro; in questo caso, il toscanello (il sigaro) va davanti e il mostro anni ’50 (rielaborazione del manifesto del film del 1953 Il risveglio del dinosauroThe Beast from 20,000 Fathoms) sul retro, ma forse potrebbe funzionare anche il viceversa. No?

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Prove di Copertina

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Mentre vanno avanti i lavori per l’emozionante Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini (l’attesissimo disco di Parafulmini), nell’attesa che tutte le tracce sonore vengano registrate e mescolate come si deve, si pensa anche alla copertina. Questa qui sopra è una bozz aper quella per il retro del disco, che dal davanti potrebbe apparire come si vede qui sotto. Ma è ancora tutto da decidere.

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Ci siamo quasi, forse

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O meglio, ci siamo quasi con la fine delle registrazioni del Parafulmine Strimpellatore, che concluderà oggi la sua fatica chitarraiola che, sommata a quella sudata dal Parafulmine Percussore sui suoi tamburetti & aggeggi assortiti, fornirà la base per i Parafulmini Onorari che daranno il loro prezioso e imprevedibile contributo su Tenere Fuori Dalla Portata Dei Bambini: si tratta naturalmente di Patrizio Fariselli, Luca Cantasano, Tossic Asma (Fabrizio Bondi), Riccardo Zini, Alfonso Capasso.

A quel punto, il registraiolo Riccardo Andreini procederà al rimescolio del tutto e il disco sarà quasi pronto.

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