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Mayday call

02/05/2012

Ai Parafulmini dispiace solo per Caparezza, ottimo rap-rockettaro di radici zappiane, ma per il resto i complessini e i cantantini intervenuti potevano anche mataforicamente sprofondare assieme a tutto il concertone mayday 2012. I Parafulmini, nel loro piccolo, si augurerebbero che sloganini tipo Musica del desiderioLa Speranza, la Passione, il Futuro fossero confinati ai bigliettini del baci (i cioccolatini), al calendario di Frate Indovino, alle filastrocche della Tamaro e al marketing vaticano. Si augurerebbero altresì che queste adunatelle assomigliassero meno a rave party da riviera romagnole, e avessero il palco meno zeppo di bestiole venute lì tanto per ripetere il loro verso (leggi: canzoncina), macinando frattaglie trite, ritrite & nitrite che spaziano tra il lamentoso e il predicatorio.

In breve, e come sintetizzano egregiamente i Paguri qui, i Parafulmini – per quanto non abbiano mai amato la mayday-festicciola nella forma del concertone – adesso si sarebbero proprio rotti i coglioni della stessa.

A meno di scoop anatomici dell’ultim’ora, ed essendo in tre, i Parafulmini si sarebbero quindi rotti ben sei coglioni. E scusate se è poco.

I Parafulmini

P.S. – A pensarci bene, anche il buon Caparezza poteva risparmiarsela, quest’uscita.

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